Lungo la sabbia e l'acqua dell'Adriatico, per il mosaico di terre in collina, verso la magia di pietra dei Sibillini, nel cuore antico dei paesi con le audioguide Travelcast Piceno
Home
Fuochi nelle notti di dicembre
Scritto da Fabio Curzi   

"s'alzano sotto cieli spenti
i canti di chi è nato alla terra ora"
Fuochi nella notte di San Giovanni
Giovanni Lindo Ferretti

La civiltà contadina, quasi distrutta da quella industriale del '900, era necessariamente legata ai cicli delle stagioni. In maniera più o meno consapevole, fin dall'antichità, venivano festeggiati i momenti del passaggio stagionale ed in particolare i tempi legati ai due solstizi, d'estate e d'autunno. Il morire del sole, a giugno, con l'accorciarsi progressivo delle giornate, e la sua nascita in dicembre, che attraverso l'inverno annuncia la primavera, sono infatti passati nel sentimento religioso, pagano prima e cristiano poi.Nelle diverse zone d'Italia i grandi falò serali e notturni sono riti collettivi che vanno piano piano sparendo.

Nella nostra zona le feste della Madonna di Loreto e di Santa Lucia anticipano il Natale, e vengono celebrate con grandi fuochi detti "fochere", ma anche "focarò" o "focaracci". Tradizioni popolari e cristiane, dall'aurea di leggenda, vengono raccontate di generazione in generazione. I fuochi accesi per aiutare Santa Lucia accecata nel martirio. I fuochi accesi per accompagnare il volo notturno degli angeli che portarono la Santa Casa da Nazareth a Loreto, nella notte tra il 9 e il 10 dicembre (giorno della festa della Madonna). La campagna marchigiana che si riempie di fiori rossi notturni.

Io ricordo i pomeriggi da bambino, a cercare la legna, le ramaglie, le assi spezzate nei cantieri, per costruire la nostra fochera sotto casa. Non tanto per sentimento religioso, ma per trasmissione, per ripetere il gesto. E poi il giro con la famiglia alla fochera al porto, a San Benedetto e negli altri angoli del paese o sulla spiaggia. E la musica degli organetti, ancora e sempre più rara, le preghiere delle vecchie, la fava ngreccia e il vino e il pane con l'olio.

Vorremmo provare a costurire una mappa delle fochere. Non solo per sapere dove vengono ancora fatte, ma anche per costruire una mappa dei ricordi e delle tradizioni popolari e personali. Grazie per il vostro aiuto.

Ultimo aggiornamento ( venerdì 05 dicembre 2008 )
 
Dall'olio alla salamoia alla frittura: l'Oliva Tenera Ascolana e le sue mille risorse
Scritto da Cristina Petrelli   
Un profumo pungente e aromatico si diffonde nelle nostre campagne in autunno. L'aria si fa più fresca, la luce meno intensa, mentre sono ormai cariche le rigogliose chiome degli ulivi. E' il momento della raccolta delle olive che verranno poi destinate alle diverse preparazioni. Ulivo Tenera Ascolana
Il fine settimana del 22 e 23 novembre 2008 si rinnova ad Ascoli Piceno l'appuntamento con "Tenera Ascoli. viaggio tra storia e gusto" ( www.teneraascoli.it ). La manifestazione organizzata da Slow Food, condotta del Piceno, si articola in una serie di eventi dedicati alla regina della cucina del nostro territorio: l'Oliva Tenera Ascolana. Sabato 22 si comincia con il Laboratorio del Gusto "C'è olio e olio". L'ulivo della varietà Ascolana Tenera, infatti, oltre a fornire l'oliva da mensa produce anche un olio di grande qualità. Il gusto dolce ed armonico caratterizza un olio a bassa acidità, molto leggero, di colore verde tendente al giallo. Tra gli oli piceni, si distinguono i monovarietali di Tenera Ascolana, come quelli prodotti a Piantone di Falerone e a Sargano. Falerone e Ripatransone fanno parte, insieme ad altri 26 comuni marchigiani, dell'Associazione Nazionale Città dell'Olio ( www.cittadellolio.it ) che vanta finora 342 soci. La coltura della varietà di ulivo Ascolana Tenera è circoscritta in un'area compresa fra Marche e Abruzzo, definita con precisione dal disciplinare di produzione. Senza addentrarsi nell'elenco dei singoli comuni, si può affermare che vi rientra la provincia di Ascoli Piceno, dal Tenna al Tronto, e una parte della provincia di Teramo, dal Tronto al Vomano.
Oliva Tenera Ascolana del PicenoQuesto tipo di ulivo cresce a ridosso della fascia appenninica, su terreni in lieve pendio e pianeggianti, ad altitudini non superiori ai 500 metri s.l.m. Caratterizzato da un frutto più grande del normale, succoso e saporito, e dalla polpa particolarmente tenera, da cui deriva il nome della varietà, questo ulivo è stato oggetto di studi da parte di agronomi e ricercatori che hanno portato all'attenta selezione della specie. I costi di produzione sono piuttosto alti per via della tecnica di raccolta, a mano, e della quantità ridotta, che si aggira intorno ai 6.000 quintali annui. Un ulivo noto sin dall'antichità per la prelibatezza dei suoi frutti. Fioritura dell'ulivo Tenera AscolanaSappiamo dagli scrittori latini come l'oliva "Picena" fosse rinomata sulle mense dell'Antica Roma, ma già prima, fin dalla Preistoria, è documentata l'esistenza dell'oliva da mensa nel territorio piceno attraverso il ritrovamento di fossili nei travertini di Colle San Marco. Solo quella prodotta dalla varietà di ulivo Ascolana Tenera può fregiarsi del titolo di "Oliva Tenera Ascolana del Piceno"; un prodotto che ha ottenuto la Denominazione d'Origine Protetta (D.O.P.), accompagnata dall'Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.), nel novembre del 2005. Nel disciplinare di produzione viene specificato come la denominazione sia relativa all'oliva "al naturale", classica in salamoia, ma anche all'oliva "ripiena". A questo frutto, dalle mille risorse, è dedicato anche "Naturalmente Tenera", laboratorio del gusto in programma domenica 23 novembre ad Ascoli Piceno.
L'Oliva Tenera Ascolana (Oliva Europea Sativa), detta anche Liva Concia, Oliva di San Francesco o, più diffusamente, Ascolana, è un'ottima oliva DOP da Salamoia, da usare come aperitivo, stuzzichino e contorno, oltre che come base per l'oliva farcita. Talmente è radicata e sentita nella tradizione ascolana, e non solo culinaria, che l'oliva è diventata il simbolo sotto il quale raccogliere gli aspetti più tipici della propria cultura in wikiliva ( www.wikiliva.info ) la versione in dialetto ascolano di wikipedia.
Olive Ripiene all'AscolanaPregiata rappresentante di un territorio, l'Oliva Tenera Ascolana è stata la protagonista del "Salone del Gusto" di Torino ( www.salonedelgusto.it ) che si è svolto, nell'area espositiva del Lingotto Fiere, dal 23 al 27 ottobre scorsi. Nell'ambito dell'importante manifestazione, organizzata ogni due anni da Slow Food, Regione Piemonte e Comune di Torino, è stato illustrato il progetto "OTA - Oliva Tenera Ascolana" realizzato dall'Assessorato all'Agricoltura della Provincia di Ascoli Piceno e dall'Istituto Tecnico Agrario "C. Ulpiani", in cofinanziamento con la Fondazione Carisap. L'appuntamento del 22 - 23 novembre ad Ascoli ribadirà l'importante ruolo di questa specialità, proprio ai fini della definizione di un'identità territoriale. Anche la variante dell'Oliva Ripiena all'Ascolana, infatti, affonda le proprie origini nelle tradizioni alimentari picene. L'uso dell'oliva tenera farcita e fritta è testimoniato fin dal 1600. Un prodotto la cui importanza è confermata anche dal fatto di essere l'unica preparazione a livello europeo a potersi fregiare del marchio DOP. Piatto tipico della cucina ascolana, l'Oliva Ripiena è tradizionale abbinamento del Fritto Misto all'Italiana, ma si presta anche ai più vari accostamenti, dallo stuzzichino con l'aperitivo, all'antipasto, fino al contorno. La ricetta varia leggermente da famiglia a famiglia, ma gli elementi di base sono l'Oliva Tenera Ascolana, che viene tagliata in modo molto particolare, a spirale, per staccare in modo uniforme la polpa dal nocciolo, e vari tipi di carne, da quella di vitellone, a quella di maiale, fino al pollo o al tacchino. Una volta farcita l'oliva viene impanata e fritta. Medesimo il procedimento da seguire per preparare una variante diffusa solo negli ultimi anni: l'oliva ripiena di pesce per la quale si utilizzano vari tipi di pesce bianco come merluzzo, cernia e scorfano.Oliva Ripiena all'Ascolana Un'importante azione di promozione dell'Oliva Tenera Ascolana viene esercitata anche da Fritto Misto all'Italiana e dal Mondo (www.frittomistoallitaliana.it). L'evento, che si è ampliato negli anni, è una rassegna delle fritture più rappresentative delle tradizioni regionali italiane ed estere.


Ultimo aggiornamento ( giovedì 13 novembre 2008 )
 
San Martino: sapori d'autunno
Scritto da Cristina Petrelli   
Vino Novello e Caldarroste. Sapori d'autunno che diventano protagonisti nella tradizionale Fiera di San Martino di Grottammare. L'importante manifestazione, che vede la partecipazione di circa 400 espositori, ha avuto quest'anno un'anteprima presso il Giardino Comunale. Il profumo del vino, dell'olio, del pane, della porchetta, con "Anticipando San Martino" già da sabato 8 novembre 2008 ha iniziato a diffondersi per le vie del centro.
Oggi e domani l'evento entra nel vivo. Il 10 e l'11 novembre (giorno dedicato al Santo) si svolgerà la vera e propria Fiera che attira sempre numerosi visitatori al di là dell'aria ormai fresca, del maltempo e della crisi economica. Lo spirito della Fiera, infatti, è fortemente diffuso e sentito, legato alla tradizione, al suo essere anticamente Fiera "franca" a cui potevano partecipare tutti senza particolari controlli, e viene alimentato dalla partecipazione sia delle persone del luogo che dei paesi limitrofi.
Un momento di festa per il territorio dove i veri protagonisti diventano i prodotti locali e l'artigianato tipico. La presenza di una decina di cantine del territorio darà la possibilità di degustare e acquistare il vino novello, oltre alle migliori etichette dei singoli produttori. Non potranno mancare, inoltre, le tradizionali caldarroste e i panetti di fichi di Monsampolo del Tronto mentre, sempre presso il Giardino Comunale, l'Associazione Alpini di Acquasanta Terme preparerà piatti tipici della cucina delle nostre montagne.
Alla Fiera ci sarà anche l'artigianato tipico Piceno, con le Maestre del Tombolo di Offida, e un'area riservata alle Energie alternative, oltre all'ASSIPAN, l'Associazione Italiana Panificatori, e a numerose associazioni no-profit.
Dal Comune un invito ad utilizzare il Bus Navetta gratuito, che fa la spola tra la rotonda del Ballarin a San Benedetto del Tronto e Grottammare, e il Trenino Lillipuziano, che collega San Benedetto del Tronto a Cupra Marittima attraverso le piste ciclabili, per evitare intasamenti di traffico e lunghe code.
Il giorno dedicato all'importante Santo di Tours vede anche l'iniziativa del Circuito delle Cucine Tipiche del Piceno. L'Associazione "I Sapori del Piceno" ha organizzato una serata a tema nei Ristoranti di Monteprandone che aderiscono al Circuito della Cucina dello Spirito, che ha quale obiettivo quello di promuovere il territorio attraverso la cultura monastica. Il menù "L'autunno tra chiostro e dispensa" sarà proposto su prenotazione e prevede Fave bianche, Funghi rosti, Brodo di castagne, Pastuccia di granone, Maccheroncini con le noci, Salmì di piccioncini, Pane dei morti e Mostaccioli con vino cotto.

Per informazioni
Comune di Grottammare
Servizio Commercio Tel. 0735.739225
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
www.comune.grottammare.ap.it

Per informazioni e prenotazioni
Associazione "I Sapori del Piceno"
www.isaporidelpiceno.it
Ristorante "San Giacomo" Tel. 0735.62545
Osteria "1887" Tel. 0735.62608
Ristorante Pizzeria "Piazza dell'Aquila" Tel. 0735.62579
Hostaria "Il Cavaliere" - Centobuchi di Monteprandone - Tel. 0735.704597
Ristorante "San Savino di Tascapà" - San Savino di Ripatransone -
Tel. 0735.99133
Ultimo aggiornamento ( lunedì 10 novembre 2008 )
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 4 di 17
 

I prossimi appuntamenti

Nessun evento

Gli appuntamenti

Marzo 2012
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
27 28 29 1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31 1

vieni a trovarci su

Gruppo FacebookCanale YoutubeMyspace

Scuole di italiano per stranieri

Prendi i nostri banner

banner travelcastPiceno
banenr graduus
Free Joomla Templates